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La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

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Le Leggende Medioevali

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mercoledì 31 gennaio 2018

"TEMPLARI: STORIA E LEGGENDA DEI CAVALIERI DEL TEMPIO" IN MOSTRA A VIGEVANO DAL 17 FEBBRAIO AL 6 MAGGIO 2018

Templari Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio - Vigevano
Templari: Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio è una mostra ideata e progettata dalla Fondazione DNArt di Milano, in collaborazione con l’Ente Nazionale IdeAzione e in collaborazione con il Comune di Vigevano Assessorato alla Cultura, sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di Regione Lombardia e sotto l’egida del Gran Priorato di Napoli e Sicilia - Centro Studi Melitensi.

La mostra curata dall’Accademico dei Lincei Prof. Cosimo Damiano Fonseca, attraverso l’esposizione di significativi reperti storico-artistici, si prefigge di illustrare il problema templare come eredità storica, partendo direttamente dal contesto di questa epoca chiaroscurale sulla quale il visitatore si possa muovere in un personale percorso di approfondimento e di scoperta.

Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere per la portata del tema, per l’unicità di reperti che schiudono anche al più impreparato visitatore nuovi orizzonti di interpretazione storica. Attraverso l’esposizione di documenti, reperti storici la mostra illustra la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine, lungo il percorso di diverse tappe diacroniche e le gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia.

La mostra ha anche una finalità simbolica. I reperti che la illustrano - pur nella loro semplice bellezza estetica - racchiudono anche un complesso di simboli e di metafore che formano un’eredità ancora viva, nella cultura del nostro tempo. Lungo il percorso espositivo si snoda una storia - quella dei Templari - divenuta epopea, capace di illustrare molti aspetti della nostra storia contemporanea.

La nascita dell’Ordine del Tempio è, infatti, uno degli avvenimenti chiave della storia europea: la creazione di una forza, per la prima volta universalmente riconosciuta e riconoscibile, preposta alla difesa dei pellegrini, di un'idea di bene e di valori comuni e condivisi. La protezione dei deboli, la virtù e l’abnegazione al servizio del compimento del dovere, la subordinazione degli interessi particolari ad un concetto di bene universale, rappresentano le nuove parole d'ordine di una comunità del coraggio e della cavalleria. In forza della dimensione internazionale dei Templari e del loro porsi come ordine monastico-cavalleresco, questi valori rappresenteranno una delle prime forme “politiche” interpreti del concetto di dovere universale in ambito medioevale. I valori che ispirano la vita dei Templari e le loro imprese sfoceranno in tre diverse direzioni: si affaccia per la prima volta l’idea di unità e cooperazione internazionale in vista di un fine comune; nasce e si sviluppa una forma dell'economia capace di coordinare potere spirituale e temporale; la difesa militare di quella nascente identità territoriale disegnata dalla virtù dei Templari.

Particolare, all’interno della mostra, è il percorso didattico che attraverso l’utilizzo delle vivaci miniature medioevali sviluppa scenografie di pop-up illustrati che raccontano ai ragazzi i momenti salienti della storia dell’alto medioevo, delle crociate e dei pellegrini. Gli oggetti di uso religioso e cavalleresco, le cartografie, le time-line aiuteranno gli insegnanti a percorrere un periodo storico importante e affascinante ma altrettanto complesso che solo attraverso la visualizzazione diretta delle sue tracce sarà in grado di affascinare ed istruire.

Scheda Tecnica dell 'Evento

Templari: Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio

Sede: Castello Sforzesco di Vigevano
Biglietto: unico 5€

Orari:

Lunedì-Giovedì 10:00/18:30
Sabato-Domenica e Festivi 10:00-20:00
La biglietteria chiude un’ora prima

Servizi al pubblico su prenotazione
Visite guidate
Laboratori didattici per scuole di primo e secondo grado
Laboratorio officinale e botanico
Conferenze e incontri
La mostra aderisce all’ABBONAMENTO MUSEI LOMBARDIA
 
UfficioStampa:

Excalibur
Riccardo Mazzoni 335248994
info@excaliburmilano.it

Curatori:

Cosimo Damiano Fonseca
Simona Gavinelli
Elena Fontanella
 

venerdì 8 gennaio 2016

MOSTRA "BENOZZO GOZZOLI - LA MADONNA DELLA CINTOLA" PROROGATA AL 30 APRILE 2016



Oltre 17.000 visitatori: proroga la mostra di Montefalco - Il grande successo di visitatori della mostra dedicata alla “Madonna della Cintola” sancisce la sua proroga. La pala di Benozzo Gozzoli, tornata a Montefalco dopo 167 anni, rimarrà esposta fino al 30 aprile. “Il miracolo di azzurro e di oro” continuerà ad incantare

Il miracolo di azzurro e di oro” di Benozzo Gozzoli continuerà ad incantare fino al 30 aprile. Oltre 17.000 sono i visitatori registrati fino ad oggi al Museo San Francesco di Montefalco, venuti ad ammirare la “Madonna della Cintola”, la straordinaria Pala d’altare di Benozzo Gozzoli tornata nel borgo umbro dopo 167 anni. La prestigiosa operazione di restauro è stata eseguita dai Musei Vaticani grazie al contributo della felice sinergia tra pubblico e privato, con la partecipazione importante di imprenditori del territorio. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani e curatore della mostra, su espressa richiesta del sindaco Donatella Tesei, ha concesso la proroga, con pieno apprezzamento dell’organizzazione generale e dell’ottima risposta di pubblico e critica. 

Il Museo ha registrato nei mesi di mostra un record in ascesa di visitatori, sia italiani che stranieri, con oltre il 60% in più di presenze rispetto al 2014, raggiunto sia durante queste festività sia grazie agli incontri con tre grandi maestri del mondo dell’arte che hanno creduto nella straordinaria importanza di questo progetto e hanno contribuito alla promozione: lo stesso direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, il critico d’arte-giornalista-conduttore televisivo Philippe Daverio e lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi. Le loro dichiarazioni hanno reso omaggio alla grandezza dell’opera e all’eccezionalità del pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, che amò Montefalco onorandola con i suoi capolavori. Molti gli eventi collaterali che hanno coinvolto in questi mesi la visita alla magnifica Pala: visite guidate, attività didattiche per scuole e famiglie, concerti, incontri a tema. Molto apprezzato anche il catalogo della mostra, in italiano e inglese, realizzato grazie al prezioso contributo dell’azienda Fabiana Filippi. Il volume presenta il restauro della magnifica Pala d’altare ed è completato da un accurato apparato fotografico che ne illustra le fasi e i dettagli artistici, oltre a notizie biografiche e una bibliografia essenziale.

La straordinaria esposizione della Madonna della Cintola permette di assistere all’incontro Wmozionante tra la Pala dipinta per la chiesa di San Fortunato e gli affreschi commissionati sempre a Benozzo per la chiesa di San Francesco. Bellezza, armonia spirituale e mistica poesia regnano sovrane nelle sue opere. La Pala, dipinta intorno al 1450 e custodita oggi nella Pinacoteca Vaticana, fu donata a Pio IX dalla comunità di Montefalco nel 1848, in occasione della concessione al borgo umbro del titolo di città. Oggi torna a Montefalco dopo 167 anni e può essere ammirata nel suo splendore originale grazie al restauro sostenuto tramite il protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Montefalco, dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, da Sistema Museo e dal Club dei Lions di Foligno. L’intervento di restauro, che ha richiesto quattro mesi di lavoro intenso, è stato eseguito presso i laboratori dei Musei Vaticani.

La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al sostegno della Regione Umbria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, della Camera di Commercio di Perugia e dell’Accademia di Montefalco, con il contributo di Fabiana Filippi e Casse di Risparmio dell’Umbria. La produzione è affidata a Sistema Museo, mentre il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è a cura di Adele Breda.

Coordinate mostra

Luogo: Complesso museale di San Francesco, Montefalco (Pg)
Durata: prorogata fino al 30 aprile 2016
Promossa da: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Umbria, Comune di Montefalco, Musei Vaticani, Archidiocesi di Spoleto-Norcia, Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sistema Museo, Fondazione Cassa Di Risparmio di Foligno, Camera di Commercio I.A.A. di Perugia, Lions Club di Foligno, Accademia di Montefalco.
Ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
Con il contributo di: Fabiana Filippi, Casse di Risparmio dell’Umbria.
Organizzazione: Sistema Museo
A cura di: Antonio Paolucci
Orari di apertura: dicembre - marzo da mercoledì a domenica: 10.30-13.00/14.30-17.00 
(chiuso lunedì e martedì); aprile tutti i giorni: 10.30-18.00. È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate.
Tariffe: intero 7,00 euro; ridotto 5,00 euro (da 18 a 25 anni; convenzionati TCI); omaggio fino a 17 anni, giornalisti accreditati, soci ICOM, residenti.
Catalogo: Silvana Editoriale. A cura di Adele Breda.
Per informazioni e prenotazioni: Sistema Museo 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 escluso i festivi) – callcenter@sistemamuseo.it / Museo di Montefalco tel. 0742 379598 - montefalco@sistemamuseo.it; www.museodimontefalco.it

giovedì 14 maggio 2015

MOSTRA "STRUMENTI DI TORTURA TRA MEDIOEVO ED INQUISIZIONE" DAL 15 MAGGIO AL 6 GIUGNO

La Rocca Viscontea di Castell’Arquato, splendido esempio di architettura medioevale, eretta per volontà di Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349, patrimonio degli Sforza ed infine dei Farnese Duchi di Parma e Piacenza, ospiterà un nuovo allestimento coi principali strumenti di tortura utilizzati tra il Medioevo e il periodo della Santa Inquisizione per far confessare una persona sospettata di delitti, stregoneria o congiure. Se c’è qualcosa che nella storia non è mai mancato, sono i casi di tortura corporale, i cui racconti mettono alla prova anche gli stomaci più resistenti: chiodi, pali, carrucole, ruote e tanti altri strumenti, all’apparenza semplici ed innocui, sono stati utilizzati in modo macabro per far del male in maniera atroce. Tra questi spiccano gli strumenti creati dalla Santa Inquisizione per strappare confessioni durante i processi sommari che resero quest’istituzione tristemente nota: la “Vergine di Norimberga” e ancora la “Gogna”, la “Ghigliottina” tra i più famosi, affiancati da numerosi e inquietanti macchinari come le “sedie inquisitorie”, i “cerchi schiacciatesta”, il “crocefisso/pugnale” e tanti altri. Macchinari più o meno noti, ma incredibilmente sofisticati che dimostrano quanto la fantasia umana ed il suo raffinato ingegno non abbia conosciuto limiti nella ricerca di sistemi atti ad infliggere le più atroci e crudeli torture. Gli strumenti di tortura sono stati realizzati dall’Associazione L’inquisizione, prendendo spunto da antiche iconografie dell’epoca; tutti i pezzi in mostra sono corredati da didascalie ed immagini. L’allestimento espositivo  “Strumenti di tortura tra Medioevo e Inquisizione” è stato realizzato da Antea. Progetti e Servizi per la Cultura e il Turismo scrl in collaborazione con il Comune di Castell’Arquato e l’Associazione L’inquisizione e sarà visibile dal 16 maggio 2015 al 6 gennaio 2016, negli stessi orari di apertura della Rocca.

Inaugurazione: venerdì 15 maggio alle ore 18.30

Info e prenotazioni: IAT Castell’Arquato                                                                                      
Tel: 0523803215
mail: iatcastellarquato@gmail.com


mercoledì 29 aprile 2015

"ACRI 1292 - LEPANTO 1571: STORIA DEI CAVALIERI TEMPLARI E DELLA SPADA" - MOSTRA A GUBBIO 9 MAGGIO 2015 - 9 LUGLIO 2015


La Pergamena di Chinon è un autentico documento medievale scoperto nel settembre 2002 dalla dr.ssa Barbara Frale, una paleografa italiana presso l’Archivio Segreto Vaticano. Tale documento redatto nel 1308 è il resoconto e la delibera della Commissione Pontificia richiesta da Papa Clemente V, commissione che concesse l’assoluzione sacramentale al Gran Maestro Jacques de Molay ed ai Cavalieri Templari, cancellando ogni scomunica e censura e riammettendo gli stessi Cavalieri Templari nella comunione della Chiesa Cattolica.

Programma della manifestazione

9 Maggio- Sabato
ore 17.30 Inaugurazione mostra;
ore 17.45 Presentazione mostra, saluto delle Autorità del Comune di Gubbio e visita guidata da parte del Gran Maestro dell’Ordine S.O.M.T. Arch. Ing. Augusto Fenili e dell’Ufficiale Cerimoniere Dr. Marco Pozzuoli;

10 Maggio –9 luglio: Apertura mostra

mercoledì 25 marzo 2015

FIRENZE: MOSTRA "L'ARTE DI FRANCESCO. CAPOLAVORI D'ARTE ITALIANA E TERRE D'ASIA DAL XIII AL XV SECOLO"


Dal 31 marzo al'11 ottobre 2015 alla Galleria dell'Accademia di Firenze , in mostra la produzione artistica di matrice francescana che racconta l’opera evangelizzatrice dell’Ordine in Asia Orientale fra Duecento e Quattrocento. Fra gli artisti presenti Nicola Pisano, Giunta Pisano, Andrea Della Robbia, il Maestro dei Crocifissi. Le opere esposte ricostruiscono gli stretti rapporti fra Europa e Asia in un’epoca in cui il viaggio era ancora considerato un’avventura irta di pericoli.

mercoledì 18 marzo 2015

BEATO ANGELICO. IL GIUDIZIO SVELATO. CAPOLAVORI ATTORNO AL TRITTICO CORSINI - 28 MARZO/28 GIUGNO 2015 PRESSO LA FONDAZIONE COSSO, SAN SECONDO PINEROLO (TORINO)


Un percorso intimo e raffinato che racconta un capolavoro di Fra' Giovanni da Fiesole: il suggestivo trittico con l’Ascensione, il Giudizio Universale e la Pentecoste, custodito presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma. I protagonisti del trittico Corsini sono svelati attraverso la visione coinvolgente di cinque capolavori realizzati da Beato Angelico, ognuno dei quali rappresenta un momento importante nel suo percorso artistico di miniatore e pittore, mostrando la grazia di una teologia per immagini.
La curatela è affidata a Daniela Porro, Giorgio Leone e Antonio D’Amico, che hanno voluto “svelare” il Giudizio Universale, dipinto da Beato Angelico nei suoi anni romani, intorno al 1447-'48. Il percorso si sviluppa attraverso l’accostamento di tre fondamentali codici miniati provenienti dal Museo di San Marco e dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano. La narrazione evolve con due grandi capolavori come la delicata e “piena di grazia” Madonna dell’Umiltà, in arrivo dal Museo Nazionale di San Matteo di Pisa, e le tavolette con la Nascita di Gesù e l’Orazione nell’orto, dei Musei Civici di San Domenico di Forlì. La mostra si completa di uno scenografico allestimento che, nell'oscurità delle sale, presenta alcune grandi riproduzioni retroilluminate, in alta definizione, dei particolari delle opere esposte. L'illuminazione scelta, che attraversa i dettagli, diviene insieme metafora e simbolo della luce divina che pervade l'opera di Beato. Le note del raro Requiem di Franz Liszt, in una riscrittura per archi e organo, avvolgono le sale attraverso un inedito sistema di diffusione del suono. La partitura, che guarda al passato, agli esempi di Orlando di Lasso e Palestrina, diviene la narrazione, in musica, del momento del Giudizio Universale, in un'atmosfera sospesa di raccoglimento e intimità. Inaugurazione sabato 28 marzo ore 10,30. Esclusivamente su invito.
Apertura al pubblico sabato 28 marzo ore 15,00. 

venerdì 4 luglio 2014

LA SCULTURA LIGNEA NEL PATRIARCATO DI AQUILEIA IN MOSTRA A CIVIDALE (12 LUGLIO 12 OTTOBRE)



Un viaggio alla scoperta degli esempi più significativi di sculture lignee prodotte tra il XII e il XIII secolo nell’area altoadriatica. Aprirà i battenti il 12 luglio prossimo, a Cividale del Friuli, la mostra “Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (secoli XII-XIII)”, promossa dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Arcidiocesi di Udine. Fino al 12 ottobre, nel Museo Nazionale di Palazzo de Nordis di Cividale (città patrimonio dell’Unesco), si potranno ammirare trenta opere, alcune delle quali mai esposte al pubblico. Simbolo della mostra (curata dal Soprintendente Luca Caburlotto e dallo storico dell’arte medievale Luca Mor), sarà il maestoso Crocifisso ligneo tardo-romanico del Duomo cividalese, restaurato dalla Soprintendenza tra il 2005 e il 2012: un capolavoro prototipo per altri esemplari diffusi nelle chiese del Patriarcato aquileiese fino al pieno Duecento. 

«Il fulcro della mostra ruoterà attorno a quest’opera - ricorda Luca Caburlotto, Soprintendente del Fvg, che ha presentato l’evento nel Centro diocesano di Udine insieme a Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine, e da Luca Mor, storico dell’arte medievale e curatore della mostra -. Nord Europa e Bisanzio, ma anche l’eredità romana di Aquileia, trovano infatti suprema sintesi artistica e sentimentale proprio nel Crocifisso di Cividale, capolavoro di caratura europea ed espressione del ruolo di capitale anche artistica della città di Cividale». Questo il commento dell’Arcivescovo di Udine, Mazzocato: «Il Crocifisso cividalese permette di cogliere un aspetto che ha un eco di valenza ecclesiale, storica e, a un tempo, attuale. Essa 
attesta, infatti, di essere stato il modello a cui allora guardarono altri scultori per creare simili capolavori di quello che è il segno per eccellenza della fede cristiana». 

A Cividale saranno esposte opere rarissime (molte delle quali monumentali), provenienti da Friuli Venezia Giulia, Carniola slovena, Istria, Veneto, Alto Adige, Tirolo, Carinzia, Stiria e Baviera. Un’occasione davvero unica che permetterà di ammirare, riunite in un’unica sede espositiva, la quasi totalità delle sculture lignee superstiti del contesto patriarcale dall’inizio del XII secolo, dimostrazione del forte legame esistente tra la Chiesa aquileiese e il mondo germanico. Quattro le sezioni della mostra: la prima dedicata agli esempi di opere lignee e modelli tipologici del mondo germanico, in particolare provenienti dal Reno al Tirolo e dall’ambito svevo alla Stiria. Le due sezioni successive presentano il panorama della scultura lignea nei territori del Patriarcato di Aquileia partendo dal modello del Crocifisso di Cividale fino ad accostare opere di cultura e provenienza extraterritoriale. La quarta sezione ruota attorno all’eccezionale Antependio in argento dorato, datato 1204 e commissionato dal patriarca Pellegrino II per il Duomo di Cividale, e ad altri preziosissimi esempi di croci astili e arte suntuaria del contesto altoadriatico, tra cui coprievangeliari con valve eburnee di provenienza bizantina rifiniti con lamine d’argento e gemme. 

Un’esposizione che, come anticipato, unisce quattro nazioni (Italia, Austria, Slovenia e Croazia) sotto il segno dell’antico Patriarcato di Aquileia «e - aggiunge il Soprintendente – sotto il simbolo centrale del cristianesimo. Grazie alla presenza di Crocifissi di dimensioni monumentali e preziosissime oreficerie e avori – continua Caburlotto – la mostra racconta gli “antefatti” storici e culturali delle due Arcidiocesi metropolitane di Gorizia e di Udine, che furono istituite in seguito alla soppressione del Patriarcato di Aquileia nel 1751 e della sua divisione fra le terre della Repubblica di Venezia e dell’Impero Asburgico, non più gestibili ormai sotto una unica giurisdizione ecclesiastica. L’esposizione – chiude il Soprintendente – si propone di riscoprire le origini culturali comuni di queste due realtà storiche, ora appartenenti a quattro differenti Stati tornati a riunirsi grazie all’Unione europea». Anche la data scelta per l’inaugurazione, il 12 luglio, festa dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni delle Chiese eredi del Patriarcato di Aquileia, non è casuale, per la presenza a Cividale dei vescovi delle quattro nazioni coinvolte nel progetto. Un articolato catalogo curato da Luca Mor, con numerosi saggi critici di argomento storico, artistico, devozionale e di carattere tecnico conservativo e dettagliate schede scientifiche, accompagnerà l’esposizione e sarà pubblicato dall’editore Allemandi. A sigillare la valenza culturale internazionale della mostra, i prestigiosi riconoscimenti dell’Alto Patronato da parte dei Presidenti della Repubblica delle quattro nazioni coinvolte. La mostra è stata resa possibile grazie al contributo e al supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Azienda Speciale “Villa Manin”, dell’Agenzia Turismo Fvg, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale del Friuli, della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, della Banca Popolare di Cividale e della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Cividale del Friuli.  

IN MOSTRA LE MAGNIFICENZE DELLA SCULTURA LIGNEA MEDIEVALE

L’esposizione “Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al 
tempo di Pellegrino II (secoli XII-XIII)” presenta un quadro inedito (non solo al grande pubblico) sulla grande entità statuale e politica, ma anche religiosa, culturale ed artistica, che fu nel pieno del Medioevo il Patriarcato di Aquileia, feudo del Sacro Romano Impero per volontà dell’imperatore Enrico IV. Una realtà che univa terre che andavano dall’Istria alla Carinzia alla Stiria, dalla Carniola al Veneto, dal Friuli al Trentino Alto Adige e alla Lombardia. Cividale, più difendibile di Aquileia, ne fu la vera capitale, fino al 1251 al comando di patriarchi di stirpe e cultura germanica. Nord Europa e Bisanzio, ma anche l’eredità romana di Aquileia, trovano suprema sintesi artistica e sentimentale nel Crocifisso di Cividale (venerato nel Duomo di Santa Maria Assunta di Cividale) capolavoro di caratura europea e sintomo del ruolo di capitale anche artistica della città, tra le pochissime opere di quell’epoca conservatesi nell’intero Continente per qualità e dimensioni. Sarà proprio questo il simbolo della mostra ospitata nel Museo Nazionale di Palazzo de Nordis: un capolavoro prototipo per altri esemplari diffusi nelle Chiese del Patriarcato aquileiese per gran parte del Duecento.  Tra le opere più importanti esposte a Cividale, in prevalenza crocifissi, si ricordano il colossale Christus triumphans della Cappella Bresciani di Cervignano del Friuli, già documentato ad Aquileia nella distrutta Basilica dei Santi Felice e Fortunato, il Crocifisso della chiesa parrocchiale Leoben in Stiria e quello di Cerknica in Carniola (Lubiana, Narodna galerija). Si avrà inoltre la possibilità, mai avuta fino a ora, di ammirare il Crocifisso di Cividale accanto alle sue derivazioni dirette di bottega che sopravvivono in terra istriana: il Crocifisso di Montona (Motovun), oggi nel Museo della Basilica Eufrasiana di Parenzo (Poreč), e quello di Gallignana (Gračišće). Ma anche varianti tipologiche come il raffinato Crocifisso custodito nella cattedrale di San Giusto a Trieste, nonché la coppia appena restaurata dei Dolenti della Vergine e San Giovanni che solitamente completavano la scena della crocifissione, già ricoverati nel tempietto di Santa Maria in Valle a Cividale (Museo Nazionale di Palazzo de Nordis). 

«La mostra – spiega il curatore Luca Mor – si prefigge di riunire i maggiori esempi di scultura 
lignea tra XII e XIII secolo nel contesto altoadriatico. Si tratta essenzialmente di crocifissi, spesso di grandi dimensioni, talvolta mai esposti o ammirati da vicino, che concorreranno sensibilmente 


“Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (secoli XII-XIII)”. 
Museo Nazionale di Palazzo de Nordis, Piazza Duomo 5 
Cividale del Friuli 
Orari della mostra: da mercoledì a domenica dalle ore 11 alle ore 19. 

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 
0432731540 


venerdì 4 aprile 2014

"I TEMPLARI ALLA COMMENDA" - UNA MOSTRA SULL'ESERCITO DI DIO

File:Templ.jpg

C’è anche il famoso Codice della Regola dei Cavalieri del Tempio esposto alla Commenda di Prè. Il prezioso documento, proveniente direttamente dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma, fa parte del percorso della mostra “I templari a Genova”, presentata venerdì 28 marzo negli spazi dell'antico complesso dell'Ospitale e aperta al pubblico fino al 2 giugno. Erano presenti alla conferenza stampa Maria Paola Profumo, presidente Mu.MA, Francesco Oddone, assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Riccardo Bertolini, della Fondazione DNArt di Milano, e i curatori della mostra Cosimo Damiano Fonseca e Giancarlo Andenna. Documenti, quadri, sculture ed oggetti illustrano la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine dei Templari, attraverso le gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Lungo il percorso – otto le sezioni – si snoda una storia affascinante, capace di illustrare molti aspetti della contemporaneità. La nascita dell’Ordine del Tempio è infatti uno degli avvenimenti chiave della storia europea: la creazione di una forza, per la prima volta universalmente riconosciuta e riconoscibile, preposta alla difesa dei pellegrini, di un'idea di bene e di valori comuni e condivisi, che da quel momento risulteranno fondanti per i sistemi di governo futuro. La mostra non poteva che essere ospitata presso la Commenda di Prè, costruita nel 1180 proprio per assistere pellegrini e crociati che si recavano o tornavano dalla Terrasanta.A ricordarlo sono stati sia Riccardo Bertolini che Maria Paola Profumo. “La Fondazione DNArt – ha detto la presidente di Mu.MA – aveva pensato a una mostra sulla Battaglia di Lepanto. Poi, appena visti i locali, ha deciso di proporre questo bel progetto sui Templari che, devo dire, considero particolarmente emozionante. Anche perché è la prima volta che ospitiamo in Commenda, da quando abbiamo aperto al pubblico, un’esposizione così ampia”. L’assessore Francesco Oddone ha voluto sottolineare come “mostre così ricche e interessanti costituiscano un elemento di traino importante per il turismo a Genova. Che – ha insistito –, grazie anche ai tanti eventi che la città offre, ad esempio i Rolli Days e il Campionato del Pesto di questo fine settimana, contribuisce allo sviluppo della città”. Della mostra – che ha anche una finalità simbolica essendo esposti reperti con metafore che formano un’eredità ancora viva nella cultura del nostro tempo – hanno parlato i due curatori. “Un’esposizione unica – ha tenuto a precisare Cosimo Damiano Fonseca– Sul templarismo, un tema  che molti accostano all’occulto e all’esoterico, c’è stata molta letteratura, ma mai una mostra che con rigore volesse riportare all’osso la questione storica di un Ordine che nacque povero e morì per troppa ricchezza”. Giancarlo Andenna, l’altro curatore, ha invece parlato della figura di Caffaro, un uomo politico genovese che fu in Terrasanta al tempo di re Baldovino I e che è presente nel percorso espositivo per un ulteriore aggancio – oltre alla location della Commenda – con la Genova medievale. Oltre al codice pergamenaceo La Regola dei Cavalieri del Tempio dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma, in mostra ci sono altre opere di prestigio come il San Pietro di Simone Martini dal Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, la Madonna del colloquio di Giovanni Pisano dal Museo dell’Opera del Duomo  di Pisa e la Lastra tombale di cavalieri templari dall’Abbazia di Fontevivo di Parma. Inoltre una ricostruzione del Giardino dei Templari a cura  dell’Istituto Tecnico Agrario Bernardo Marsano. 

Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempioè una mostra ideata e progettata dalla Fondazione DNArt di Milano, sotto l’Alto Patronato del Pontificium Consilium de Cultura e dell’Arcidiocesi di Genova, in collaborazione con il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, con il Patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova, Provincia di Genova, Camera di Commercio Genova e sotto l’egida del Sovrano Militare Ordine di Malta - Delegazione di Genova e Liguria e Sovrano Militare Ordine di Malta - Gran Priorato di Napoli e Sicilia - Centro Studi Melitensi. Partner Costa Edutainment spa. Con il sostegno tecnico di NH Hotels e Ital Brokers.

Orari:
Martedì-Domenica 10.00/19.00
Lunedì chiuso (salvo i  festivi)

Informazioni e prenotazioni:
010 5573681

Prezzi:
Intero 10 euro
Ridotto 8 euro
Scuole 5 euro

Tariffe agevolate strutture Costa Edutainment:
Per i possessori di un biglietto delle strutture AcquarioVillage ridotto: 5 euro tariffa unica

Sconto di 2 euro per i possessori del biglietto della mostra presso:
Acquario di Genova, Galata Museo del Mare, La città dei bambini e dei ragazzi

Sconto di 1 euro per i possessori del biglietto della mostra presso: Bigo (ascensore panoramico), Biosfera, Museo Nazionale dell’Antartide e Dialogo nel Buio


giovedì 20 marzo 2014

MUSEO ALTO MEDIOEVO DI ASCOLI PICENO

MUSEO ALTO MEDIOEVONonostante una crisi culturale che non smette mai di peggiorare, in Italia ancora si investe un cultura. Sabato 22 marzo 2014 verrà inaugurato ad Ascoli Piceno il Museo dell'Alto Medioevo presso il forte Malatesta, una delle più belle ed importanti strutture rinascimentali italiane. All'ultimo piano di esso, troviamo sei ambienti dedicati al museo. Elemento fondamentale è senza dubbio la Sala degli Ori di Castel Trosino. Nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera, visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® appartenenti agli Istituti di Ascoli Piceno: Liceo Classico “Francesco Stabili”, Liceo Scientifico “Antonio Orsini”, Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Umberto Primo”, Liceo delle scienze Umane/Liceo della Comunicazione “Tecla Relucenti”, Liceo Artistico “O. Licini”, Istituto Tecnico agrario “Celso Ulpiani”, UNICAM Beni culturali – Corso di Laurea in Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro. Collaborano anche allievi degli, Istituti Superiori di San Severino Marche, Fermo, Ancona e Teramo.” 
Sabato 22 marzo alle ore 11 inaugurazione del Museo Alto Medioevo presso il Forte Malatesta di Ascoli Piceno. Nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera

Orari:
martedì e giovedì dalle 10 alle 13
mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18
sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 10 alle 19
Chiusura: lunedì

Info e prenotazioni: 0736/262833 – 0736/298213

venerdì 21 febbraio 2014

SEGRETI E MAGIA DELLA ALCHIMIA MISTICA SULLE TRACCE DELLA SAPIENZA ALCHEMICA MISTICA DEI FRATELLI DELLA CATTEDRALE AMPURIENSE

Museo di stregoneria

Nei pressi dell'Antico Seminario di via Garibaldi troviamo un'interessantissima mostra dove sono esposti alcuni testi dal forte connotato alchemica conservati nella biblioteca di Castelsardo. Questi testi (più o meno 4000) sono la testimonianza di come i Canonici del Capitolo entrarono in contatto già dagli inizi del 1500 con i centri della cultura umanistica spingendoli a cercare volumi a Firenze, a Roma, passando per la Francia, Spagna ed Europa del Nord. Basi pensare che su una lapide nella Cattedrale di Sant'Antonio Abate è possibile notare un uroboro (serpente che si morde la coda) con una scritta

“FRATRES CATHEDRALIS AMPURIENSIS”
“IN UNUM”

Questo simbolo ci conferma che i Canonici di Castelsardo avevano aderito ad una ideologia fortemente eretica e ancora più grave è il fatto che una lapide tombale non riporta simboli riconducibili alla dottrina cristiana ma al sapere alchemico con il motto "IN UNUM" - "NELL'UNITA'" che testimonia il ricongiungimento al principio primo o Pietra Filosofale. Elemento molto simile, tra l'altro, alla Porta Alchemica di piazza Vittorio Emanuele a Roma. Molto interessante è la scelta della parola FRATRES e non CANONICI a testimoniare proprio l'appartenenza ad una setta. La mostra "SEGRETI E MAGIA DELLA ALCHIMIA MISTICA" è una raccolta di testi alchemici che si affiancano ad opere teologiche, storiche e letterarie: ricordiamo ad esempio  l’EVANGELO di Erasmo da Rotterdam, stampato a Basilea nel 1523; una BIBLIA stampata a Venezia, presso l’officina dei Giunti nel 1579, particolare per il testo confrontato con i manoscritti più antichi e con le Bibbie ebraiche; la HISTORIA D’ITALIA, opera del Guicciardini del 1562; l’INDEX LIBRORUM PROHIBITORUM DEL 1542; ed ancora la particolare opera DISCORSO INTORNO ALLE CARESTIE ed il TRATTATO SULLA PESTE di Marsilio Ficino, datato 1591. Infine il PANARION – ARCA MEDICA VARIIS, di Giovanni Buseo stampato nel 1611. A questi testi si aggiungono anche i Memorabilia dei Canonici di Ampurias.

Immagine tratta dal sito web: http://www.leviedellasardegna.eu/

giovedì 20 febbraio 2014

MOSTRA PERMANENTE "STREGONERIA, ERESIA E SANTA INQUISIZIONE"

La mostra permanente "Stregoneria, Eresia e Santa Inquisizione" è allestita nel palazzo Episcopale di Castelsardo. Proprio in questo palazzo è stato scoperta, in una cisterna sotterranea, una biblioteca di circa quattro mila volumi databili 1500/1700 che parlano anche di Alchimia, probabilmente praticata dai canonici della Cattedrale di Castelsardo. Pannelli esplicativi guidano il turista e le scenografie a tema rendono l'atmosfera davvero particolare. Sappiamo che bastava poco per essere considerata strega: bastava saper curare una malattia, o fare superstizione oppure praticare riti non consoni ai dettami cattolici. Addirittura bastava anche avere un gatto! Se una di loro mostrava pentimento doveva indossare una veste con una banda obliqua rossa, un vero e proprio marchio. Una "X" completa invece marchiava chi non si era pentito e questi erano condannati alla tortura che spesso sfociava in una morte atroce. Nel 1478, ossia ben quattro anni dopo la creazione di un Tribunale dell'Inquisizione per volere di Ferdinando di Aragona e la moglie Isabella di Castiglia, fu nominato a cagliari Torquemada come inquisitore generale, il primo per la Sardegna il quale spostò il tribunale da Cagliari a Sassari e precisamente nel Castello Aragonese che divenne luogo di celebrazione di processi questo perchè le coste erano meta dei luterani intenti ad approdare in Sardegna per far convertire quante più persone possibili e i documenti dell'Archivio della Diocesi di Tempio-Ampurias mostrano proprio la preoccupazione del clero locale circa l'arrivo di predicatori eretici. A Castelsardo, evidentemente, non vi era un'aria positiva ma nonostante questo molte persone continuavano con i loro riti pagani legati a culti ancestrali e all'Alchimia tanto che proprio nei pressi della cattedrali sono ben visibili i famosi "simboli solari" che sono anche simboli di un percorso iniziatico creato dai Canonici Cinquecenteschi che probabilmente avveniva in cinque abbazie. La visita è guidata e si divide in più parti: la prima parte mostra i costumi locali, la seconda parla delle erbe, medicamenti e pozioni che i "maghi" e le "streghe" preparavano e infine la terza espone alcuni strumenti di tortura utilizzati dagli inquisitori nell'intento di estorcere una qualche confessione. E' interessante e suggestivo ricordare come il palazzo Episcolale sia dotato di cunicoli sotterranei che arrivano anche alla Cattedrale e soprattutto nella Sala delle Udienze dove era facile "scomparire" quando e come si voleva.

Tel 0796393099 

giovedì 5 dicembre 2013

"ANGELI NEL MEDIOEVO ASCOLANO", PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA IL 6 DICEMBRE 2013

La Mostra "Angeli nel medioevo ascolano" fa parte di un progetto triennale di mostre sul tema degli angeli, nella tradizione artistica ascolana dal medioevo al XIX secolo. Il progetto prevede, nel triennio 2013-2014-2015, la realizzazione di tre grandi mostre che presentano opere d'arte (dipinti, sculture, miniature, oreficeria...) raffiguranti "angeli" provenienti dal territorio dell'ascolano, suddivise nei periodi Alto e Basso Medioevo, Cinquecento-Seicento-Settecento, Ottocento-Novecento. Per la prima volta si espongono opere poco note ma di straordinario interesse storico-artistico presenti nel territorio, presentando con l'occasione anche dei documenti la cui esistenza è stata "riscoperta" di recente. Attraverso uno studio tematico la mostra sarà dotata di un apparato didascalico che accompagnerà le opere a cura di storici e teologi del territorio, i cui saggi saranno raccolti in catalogo. Il progetto è curato da Stefano Papetti Direttore della Pincoteca Civica e dall'Associazione culturale Giovane Europa, con la consulenza di Maria Elma Grelli e di Andrea Anselmi, in compartecipazione con il Comune e la Diocesi di Ascoli Piceno ed in collaborazione con la Biblioteca comunale, la Pinacoteca civica, il Museo diocesano e l'Archivio di Stato. La Mostra avrà luogo presso la Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica dal 7 dicembre 2013 al 4 maggio 2014 con inaugurazione venerdì 6 dicembre alle ore 18.00 L'obiettivo è quello di presentare alla cittadinanza, turisti e studenti, il ricco patrimonio di opere presenti nel territorio, con il tema comune degli angeli, uno sguardo verso il vasto tema dell'arte sacra dell'ascolano. Il risultato atteso è quello di uno studio organico del tema, divulgato attraverso la realizzazione di un catalogo mostra, e quindi la diffusione della conoscenza del patrimonio storico artistico del territorio. Le scuole di ogni ordine e grado sono state invitate a visitare la mostra e a produrre degli elaborati che saranno poi premiati con attestati. La mostra è patrocinata dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, Soprintendenza Archivistica delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Ascoli Piceno, Diocesi di Ascoli Piceno.

Fonte: Comune di Ascoli Piceno

lunedì 25 novembre 2013

COSTANTINO E L'EDITTO DI MILANO: CRISTIANESIMO E CULTI ANTICHI PER UNA NUOVA IDENTITA'


A conclusione del 2013, nel 1700° anniversario dalla promulgazione dell'Editto di Milano, Giussano celebra la ricorrenza con un grande evento presso Villa Mazenta: la mostra “Costantino e l'Editto di Milano: Cristianesimo e culti antichi per una nuova identità”. Dal primo al 15 dicembre le sale della villa racconteranno la figura dell’imperatore Costantino e lo storico Editto di Tolleranza del 313, che equiparò il Cristianesimo alle altre religioni professate nell'impero romano, con particolare attenzione alla Brianza e al processo di cristianizzazione del territorio. L'evento è stato fortemente voluto dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Giussano, che ha dato patrocinio e sostegno, gode del patrocinio della Provincia di Monza e Brianza ed è stato realizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale Identità Europea, Perceval Archeostoria, Legio I Italica e Officine Briantee. La rassegna è sponsorizzata da Carrefour e Gelsia. La mostra è curata da Elena Percivaldi, storica e saggista, ed è stata concepita per spiegare al pubblico non specialista, con un linguaggio semplice e accessibile, l'importanza storica del cosiddetto “Editto di Tolleranza”, che dopo secoli di persecuzione decretava per il Cristianesimo la libertà di culto consentendone il proselitismo. Un atto la cui portata avrebbe cambiato, nel giro di pochi secoli, il volto religioso e culturale dell'Europa. La mostra è articolata in due sezioni. Nella prima sono presentati gli eventi (la tetrarchia, la celebre battaglia del Ponte Milvio, il concilio di Nicea, l'Editto stesso) e i loro protagonisti nel contesto storico, politico e religioso del tempo; si affronta anche la cristianizzazione della Brianza chiarendone modalità e problematiche. La seconda sezione, invece, propone in esposizione riproduzioni filologicamente corrette di oggetti e armi del periodo tardo-romano (a cura della Legio I Italica) allestite in teche, più alcune ambientazioni realizzate con manichini interamente abbigliati che illustrano l'equipaggiamento dei soldati del IV secolo e alcuni momenti della vita civile. «La mostra – spiega la curatrice – non è una semplice cronaca di fatti ma vuole indagare quel momento di svolta in maniera profonda. Ecco perché di Costantino, che ne fu il principale artefice, sono messe in luce anche la personalità e l'atteggiamento ambiguo nei confronti del Cristianesimo. Fu davvero credente?





Come si rapportò con l'eredità pagana di Roma? Sono domande a cui si cerca di dare risposta. Grande spazio hanno anche le leggende che si impadronirono dell'imperatore e della madre Elena: il “sogno di Costantino” prima della battaglia, la sua conversione, la Leggenda della Vera Croce. Sarà poi possibile, grazie alle riproduzioni di oggetti dell'epoca, assaporare anche l'atmosfera del tempo e comprendere perché Costantino riuscì, grazie alla sua personale risolutezza e alla forza del suo esercito, a imporsi come punto di riferimento politico ritardando la crisi di un impero che era ormai inesorabilmente sul viale del tramonto». Sono previsti anche alcuni eventi collaterali. Durante l'open day del primo dicembre, nel pomeriggio, terminata l'inaugurazione e la visita guidata si terranno varie attività didattiche per il pubblico a cura della Legio I Italica. Sarà inoltre presente uno stand librario a cura dell'Associazione Culturale Identità Europea. Infine, venerdì 13 dicembre, alle ore 21, la curatrice terrà la conferenza “Costantino ed Elena nell'iconografia e nell'arte”, in cui le figure dell'imperatore e della madre e le leggende che li vedono protagonisti saranno rilette partendo dalle loro rappresentazioni in miniature, sculture, quadri, affreschi (a cominciare dal ciclo dipinto da Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco ad Arezzo) ed altri capolavori ben presenti nell'immaginario collettivo di tutti. 

Titolo: Costantino e l'Editto di Milano: Cristianesimo e culti antichi per una nuova identità 
A cura di: Elena Percivaldi 
Periodo: 1-15 dicembre 2013 
Luogo: Giussano (Mb), Villa Mazenta (piazza S. Giacomo). 
Orari di apertura: venerdì 15.30-18.30; Sabato e domenica 10-12 e 15-19 
Informazioni: cultura@comune.giussano.mb.it, Tel. 0362/358250 
Ufficio stampa: EP Pressoffice ep.pressoffice@gmail.com 

Inaugurazione con open day: 1 dicembre ore 15 (attività ludico-didattiche a cura di Legio I Italica, banchetto libri a cura di Identità Europea). 
Conferenza “Costantino ed Elena nell'iconografia e nell'arte” (a cura di Elena Percivaldi): venerdì 13 dicembre ore 21, Villa Sartirana (via Carroccio 2) 

martedì 8 ottobre 2013

ARRIVANO I TEMPLARI A VILLA CASTELBARCO

Organizzata nell’ambito della rassegna Antiquariato Nazionale di Villa Castelbarco, la prestigiosa esposizione è dedicata ai Templari e raccoglie preziosi oggetti appartenuti agli uomini dell'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo. I Cavalieri templari, soldati di uno dei più noti ordini religioso-cavallereschi della cristianità medioevale. Uomini che attraversavano tutta l’Europa per raggiungere la Terra Santa e difenderne i luoghi più sacri e i pellegrini viandanti. Un mito, quello dei Cavalieri Templari, in cui storia e leggenda si fondono nei segreti di un Ordine di Cavalieri dagli ideali incorruttibili e dal triste destino. Questa la premessa per l’affascinante esposizione dal titolo “I Templari, dalla Sicilia alla Lombardia” che accoglierà i visitatori della prestigiosa rassegna Antiquariato Nazionale, dal 19 al 27 ottobre in Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda (MI). Oltre sessanta preziosi oggetti appartenuti ai Cavalieri Templari dell'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, che fu violentemente represso nel 1314 da Filippo il Bello, re di Francia. La collezione, selezionata in più di trent’anni di ricerche dall’Associazione Culturale Terza Esperide di Palermo, con la consulenza dell’antiquario e curatore dell’esposizione Giulio Torta, è parte del più ampio progetto museale “Federico II e il Medioevo” di Palermo e sarà eccezionalmente esposta a Vaprio d'Adda.Arrivano i Templari a Villa Castelbarco. Amuleti, bracciali, anelli, medaglioni e altri oggetti, a cui si attribuivano forze sovrannaturali, erano fedeli compagni dei Templari che in occasione dei loro viaggi hanno spesso lasciato, donato o dimenticato. Sono queste le rilevanti tracce della loro presenza e del passaggio in Sicilia. Pezzi di straordinario valore documentale - attribuibili al periodo tra il 1118 ed il 1314 - che, riuniti per la prima volta nella loro completezza, illustrano storie, tradizioni e superstizioni degli uomini protagonisti del Medioevo europeo.

Gli Scrigni parlanti dei Cavalieri templari

Anni di ricerche, studi ed interpretazioni sugli oggetti che furono dei Cavalieri stanno rivelando a studiosi e appassionati comportamenti, usi e credenze dei Templari. I rari oggetti sono importantissimi narratori per gli esperti ed esempio emblematico sono gli Scrigni parlanti. Si tratta di cofanetti, preziosi ma essenziali, realizzati in argento con rara maestria artigianale. Sono parlanti poiché venivano decorati con iscrizioni, frasi cavalleresche o sacre sempre legate alla loro funzione primaria: la raccolta delle ‘decime’, le offerte elargite dai proprietari terrieri, dai mercanti e dai possidenti che venivano affidate ai Templari per sovvenzionare le loro missioni in Terra Santa. Arrivano i Templari a Villa CastelbarcoGli smalti che arricchiscono gli scrigni sono realizzati secondo la tecnica francese del champlevé, scavando l’argento e riempiendone la parte solcata con pasta silicea colorata che si vetrificava in cottura a piccolo fuoco. Smalti colorati, e non pietre preziose, che volevano decorare gli scrigni senza ostentare ricchezza ed eccessi, scelta importante per un ordine monacale che nacque come ‘Sacro Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo’. Di particolare valore uno degli scrigni della Collezione di forma cilindrica con smalti celesti e bianchi. L’oggetto rappresenta una riproduzione in miniatura dell’Oracolo del Tempio di Salomone dove, la leggenda narra, si custodiva l’Arca della Santa Alleanza. La cupola di questo scrigno porta, oltre una serie di elmi da guerra, l’iscrizione Grata Onera, ovvero oneri pagati con gratitudine. Questi e tanti altri i pezzi in mostra a Villa Castelbarco, in occasione di “I Templari, dalla Sicilia alla Lombardia” per Antiquariato Nazionale, dal 19 al 27 ottobre in Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda. Uno straordinario spaccato di vita e di storia della Sicilia medievale ai tempi dei Cavalieri di Cristo.

ANTIQUARIATO NAZIONALE
Dove - Come - Quando
Periodo di svolgimento dal 19 al 27 ottobre 2013
Orari Lun – Mar – Mer – Gio – Ven  dalle 15.00 alle 20.00
Sab – Dom dalle 10.30 alle 20.30
Ingresso aperta al pubblico a pagamento: biglietto Euro 10 – ridotto Euro 6
Dove Villa Castelbarco si trova a Vaprio d'Adda – Milano
a solo 1 km dal casello autostradale di Trezzo sull’Adda (A4  MI-BG)
Segreteria organizzativa Team Fusi e Italstand
c/o via per Concesa, 4 – 20069 Vaprio d’Adda (MI)
tel. 02 9096 5254  fax 02 9096 5212
http://www.villacastelbarco.com

Fonte: IlTitolo.it

lunedì 26 agosto 2013

PROROGA DELLA MOSTRA "ILLUMINARE L’ABRUZZO. CODICI MINIATI TRA MEDIOEVO E RINASCIMENTO" FINO IL 13 OTTOBRE 2013

Museo Palazzo de’ Mayo. Largo Martiri della Libertà - Chieti.

E’ stata prorogata fino a 13 ottobre la mostra “Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento” la quale offre un’occasione imperdibile per ammirare, in esclusiva, una prestigiosa selezione del patrimonio librario medievale e rinascimentale abruzzese. Visto l’enorme successo (oltre 7500 visitatori) tutti gli Enti coinvolti hanno deciso per un prolungamento dell’apertura fino all’autunno grazie all’enorme affluenza di un pubblico nazionale ed internazionale che con grande costanza ha visitato le sale della sede museale della Fondazione Carichieti, il Museo Palazzo de’ Mayo. 
La splendida esposizione, a cura di Gaetano Curzi e Alessandro Tomei dell’Università di Chieti “G. D’Annunzio”, di Francesca Manzari, dell’Università di Roma “Sapienza” e di Francesco Tentarelli, Soprintendente per i Beni Librari dell’Abruzzo, è stata organizzata con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Carichieti.  E’ finanziata dalla Regione Abruzzo in convenzione con il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università di Chieti “G. D’Annunzio”, il contributo dell’ADSI – Associazione Dimore Storiche e della Carsa Edizioni.
L’esposizione presenta un vasto corpus di manoscritti miniati di proprietà delle Biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche abruzzesi, soprattutto materiali finora sconosciuti o recentemente ritrovati e indaga sulle sottili collaborazioni e i differenti scambi artistici che fanno di questa realtà un patrimonio tutto da scoprire. In mostra vi sono due fogli dei corali rubati da Guardiagrele rintracciati da Francesca Manzari sul mercato antiquario, il Messale per Offida conservato alla Biblioteca Palatina di Parma, i fogli miniati oggi alla Fondazione Cini di Venezia, l’Exultet di Avezzano, raro esempio di rotolo di pergamena della lunghezza di quasi 6 metri prodotto a Montecassino nell’XI secolo per Pandolfo, vescovo della città abruzzese, e incantevoli riproduzioni di codici di provenienza regionale custoditi in vari Istituti Esteri (Real Biblioteca–Escorial, Metropolitan Museum–New York, Pierpont Morgan Library–New York, Bibliothèque Nationale–Parigi, Musée Marmotta –Parigi). Delinea inoltre, grazie a prestigiose acquisizioni, un profilo nuovo della produzione abruzzese tra XI e XV secolo, attraverso la catalogazione di oltre settanta opere, tra codici e fogli staccati, conservate in Italia in Europa e negli Stati Uniti.

In Abruzzo la produzione libraria miniata tra XI e XV secolo è straordinaria grazie a botteghe di professionisti, ubicate soprattutto nei centri di Chieti, L’Aquila e Teramo, che operavano realizzando opere  dallo stile più vario. Le numerose ricerche effettuate dai curatori nell’ultimo decennio hanno permesso di scoprire nuovi manoscritti, artisti e botteghe facendo emergere una rete di rapporti differente rispetto a quanto era stato fissato nella storiografia precedente. Molti codici sono nati dalla collaborazione di più artisti, la cui presenza è rilevabile anche all’interno di una piccolissima immagine, e talvolta anche di diversa provenienza.  Nell’omonimo volume “Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento” a cura di Alessandro Tomei e Gaetano Curzi, Francesca Manzari e Francesco Tentarelli è possibile leggere le schede delle opere e saggi sulla scrittura e sulla miniatura abruzzese tra XII e XV secolo.

INFORMAZIONI UTILI:

Periodo di apertura al pubblico: fino a 13 ottobre  2013

Ingresso gratuito

Orario estivo (Agosto):
martedì - domenica 19-23

Orario invernale (Settembre-Ottobre)
martedì - venerdì 10-13
sabato - domenica 10-13 e 16-20

Lunedì chiuso

Visite guidate su appuntamento

Informazioni per il pubblico:

Tel: +39- 0871-359801 Fax: +39-0871-347606
E-mail: info@fondazionecarichieti.it
Sito: www.fondazionecarichieti.it


Ideazione e progetto:

Francesca Manzari, Alessandro Tomei

Comitato scientifico

Lucia Arbace, Marco Buonocore, Gaetano Curzi, Antonella Madonna, Fabrizio Magani, Francesca Manzari, Francesco Tentarelli, Alessandro Tomei







Ufficio Stampa



Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955

mercoledì 24 luglio 2013

CASTEL SANT'ANGELO DI NOTTE

Castel Sant’Angelo riapre le sue porte, nelle calde serate estive, per consentire a romani e turisti la visita di questo straordinario monumento tanto ricco di suggestioni. Il programma di ogni settimana comprende tutti i giorni visite guidate gratuite in italiano, inglese, francese e spagnolo in ambienti solitamente chiusi al pubblico: il Passetto di Borgo, un lungo e suggestivo camminamento di circa 800 metri che collega il Castello ai Palazzi Vaticani, ricavato al di sopra delle mura che delimitavano la cittadella leonina; le Prigioni storiche, anguste e buie celle che furono usate come prigioni dal Rinascimento sino all’Ottocento, ove furono segregati personaggi come il Papa Paolo III Farnese, l’umanista italiano Pomponio Leto, Benvenuto Cellini, Giuseppe Balsamo noto come il conte di Cagliostro; la Stufetta di Clemente VII, un vero gioiello architettonico e decorativo della prima metà del Cinquecento, era la sala da bagno dei pontefici, uno dei pochissimi esempi di bagni rinascimentali.

Notti d’estate a Castel Sant’Angelo
2 luglio - 8 settembre 2013
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
Lungotevere Castello, 50 00186 - Roma

Programma
dal Martedì alla Domenica dalle 20.30 alle 01.00
• Apertura del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
• Apertura straordinaria di spazi solitamente chiusi al pubblico: Passetto di Borgo, Prigioni storiche, Stufetta di Clemente VII
• Visite guidate gratuite al Passetto di Borgo, alle Prigioni storiche e alla Stufetta di Clemente VII
• Caffetteria e ristorante panoramico
Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica a partire dal 5 luglio (come da programma)
Concerti di musica classica, lirica e jazz nel Cortile della Balestra
Inizio dei concerti ore 21:30
Tutti i giorni (lunedì escluso) sino alle ore 24.00
sarà possibile vedere presso la Sala delle Colonne la Mostra
"Tra cielo e Abisso" Scoperta e restauro del San Michele arcangelo in lotta col demonio di Francesco Cozza

Ingresso
Intero € 10,00 - Gratuito minori di 10 anni
La biglietteria chiude alle 24.00
Le visite guidate e i concerti sono gratuiti

Visite guidate
Dalle 20.30 alle 23.30 ogni 30 minuti
La durata della visita è di 50 min.ca.
Visita guidata in inglese ore 22.30.
Sono disponibili visite guidate in francese e in spagnolo su richiesta per gruppi di minimo 10 persone

Informazioni e prenotazioni per visite guidate
+39.06.88522480 (lun - ven 10.00 -18.00 / sab - dom 15.00 – 18.00)
La prenotazione è consigliata

Prevendita telefonica biglietti
+39 06 32810

martedì 11 giugno 2013

INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA "GUIDO RENI, LA CONSEGNA DELLE CHIAVI" 14/06/2013 - FANO

Invito alla Conferenza Stampa di presentazione della mostra:

GUIDO RENI
 LA CONSEGNA DELLE CHIAVI
Un capolavoro ritorna





Venerdì 14 giugno 2013 ore 11.00
Fano – Pinacoteca San Domenico – Via Arco d’Augusto
Venerdì 14 giugno alle ore 11.00, presso la Pinacoteca San Domenico a Fano, sarà presentata alla stampa l’attesa mostra Guido Reni, La Consegna delle ChiaviUn capolavoro ritorna”. L’esposizione, ideata, voluta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche ed al Comune di Fano, è stata resa possibile grazie alla gentile collaborazione del Musée du Louvre di Parigi, dei Musei Civici di Ascoli Piceno, della Pinacoteca Civica di Fano, della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola.
Dal 15 giugno al 29 settembre la Pinacoteca San Domenico, sede della mostra, ospiterà il capolavoro del Reni, in prestito dal Louvre e di ritorno in Italia dopo tre secoli di assenza, oltre a due splendide Annunciazione, sempre concepite e dipinte dall’artista per la città di Fano.
Interverranno:
Dott. Ing. Fabio Tombari - Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
Dott.ssa Maria Rosaria Valazzi - Soprintendente per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche
Dott. Daniele Diotallevi - Funzionario e Curatore del volume
Dott. Matteo Ricci - Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino
Dott. Davide Rossi - Vice Presidente Provincia di Pesaro e Urbino e Assessore Cultura
Dott. Stefano Aguzzi - Sindaco del Comune di Fano
Dott.ssa Maria Antonia Cucuzza- Vice Sindaco di Fano e Assessore alla Cultura
Dott.ssa Grazia Mosciatti - Dirigente Servizio Cultura - Comune di Fano
Dott.ssa Raffaella Pozzi - Direttrice Pinacoteca e Museo Civico di Fano
Per l’accreditamento:


Culturalia di Norma Waltmann
Agenzia di comunicazione
Bologna, Vicolo Bolognetti 11
Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955
info@culturaliart.com  www.culturaliart.com

giovedì 30 maggio 2013

"GUIDO RENI, LA CONSEGNA DELLE CHIAVI. UN CAPOLAVORO RITORNA"

Sabato 15 giugno sarà inaugurata, presso la Pinacoteca San Domenico di Fano, la mostra “Guido Reni “La Consegna delle Chiavi” Un capolavoro ritorna”. L’esposizione, ideata, voluta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche ed al Comune di Fano, è stata resa possibile grazie alla gentile collaborazione del Musée du Louvre di Parigi, dei Musei Civici di Ascoli Piceno, della Pinacoteca Civica di Fano, della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola. Per l’occasione si è costituito un comitato scientifico d’eccezione composto da alcuni tra i più illustri esperti del settore: Maria Rosaria Valazzi, Andrea Emiliani, Daniele Benati, Franco Battistelli, Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani Tombari, Daniele Diotallevi, Claudio Giardini, Stefano Papetti. Fino al 29 settembre la Pinacoteca ospiterà la “Consegna delle Chiavi”, dipinta da Guido Reni per l’altare maggiore della chiesa fanese di San Pietro in Valle, tela “estratta” in epoca napoleonica (1797) ed oggi esposta presso il Musée du Louvre di Parigi. Saranno inoltre mostrati altri due prestigiosi capolavori del pittore bolognese, dueAnnunciazione, una realizzata per la chiesa di San Pietro in Valle, oggi nella Pinacoteca Civica del Palazzo Malatestiano, e l’altra proveniente dai Musei Civici di Ascoli Piceno. Guido Reni (1575-1642) rappresenta uno degli esponenti di spicco del barocco italiano e la mostra, oltre a costituire un’occasione imperdibile per ammirare uno dei suoi maggiori capolavori, rientrato, seppur temporaneamente, dopo oltre due secoli di assenza dal territorio italiano, costituisce altresì una testimonianza del mecenatismo culturale del patriziato marchigiano nel corso del diciassettesimo secolo, nel momento in cui diversi aristocratici iniziano a mostrare interesse nei confronti della produzione artistica dei maggiori esponenti della scuola emiliano-bolognese. Dopo la mostra su Guercino del 2011 e l’esposizione relativa a Simone Cantarini del 2012, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano prosegue la sua linea di recupero della storia e del vissuto culturale che hanno caratterizzato la città di Fano lungo tutto il suo percorso storico, con picchi di assoluto rilievo. Ad arricchire la mostra concorre la redazione di un catalogo, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, nel quale saranno raccolti saggi e approfondimenti dei massimi esperti del settore. Per tutta la durata della mostra è stato inoltre predisposto un itinerario guidato alla scoperta delle opere del Seicento fanese

INFORMAZIONI UTILI

Titolo Mostra:

Guido Reni “La consegna delle chiavi” Un capolavoro ritorna

Si ringraziano per la gentile collaborazione:
il Museo del Louvre, i Musei Civici di Ascoli Piceno, la Pinacoteca Civica di Fano, la Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola

Sede espositiva: Fano, Pinacoteca San Domenico

Periodo di apertura: 15 giugno – 29 settembre 2013

Ingresso: gratuito

Data inaugurazione: sabato 15 giugno ore 18.00

Orari di apertura al pubblico:
Tutti i giorni escluso il lunedì dalle 18.00 alle 22.00

Informazioni per il pubblico:
Segreteria organizzativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
Tel 0721-802885

Comitato scientifico:
Maria Rosaria Valazzi, Andrea Emiliani, Daniele Benati, Franco Battistelli, Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani Tombari, Daniele Diotallevi, Claudio Giardini, Stefano Papetti

Comitato Promotore e Organizzatore
Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche
Comune di Fano
Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

Editore: Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

Catalogo a cura di: Daniele Diotallevi con testi di: Maria Rosaria Valazzi, Andrea Emiliani, Daniele Benati, Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani Tombari, Claudio Giardini, Stefano Papetti, Stéphane Loire


ITINERARIO DEL SEICENTO FANESE

Basilica Cattedrale e Basilica di San Paterniano:
tutti i giorni esclusi i festivi dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 18,00

Chiesa di San Pietro in Valle: venerdì, sabato e festivi ore 18,00 - 20,00

Pinacoteca Civica: mar ore 9,00 - 13,00 e 17,00 - 20,00; gio e dom ore 17,00 - 20,00; sabato ore 9,00 - 13,00
dal 15 giugno al 29 settembre 2013

Le persone interessate all’Itinerario del Seicento fanese, illustrato da una guida, potranno prendere direttamente contatto con:
Cooperativa Comedia tel. 0721 830638 - email coopcomedia@libero.it
Guide turistiche della città 346 6701612 - email info@traduzioneweb.com
punto di ritrovo: Pinacoteca San Domenico in via Arco d’Augusto

L’ingresso è libero per tutte le sedi espositive

Agenzia di Comunicazione e ufficio stampa:



Culturalia di Norma Waltmann
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com

martedì 30 aprile 2013

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE "ILLUMINARE L'ABRUZZO. CODICI MINIATI TRA MEDIOEVO E RINASCIMENTO"

Invito alla Conferenza Stampa di presentazione della mostra:

 

“Illuminare l’Abruzzo.Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento”

 a cura di Gaetano Curzi, Francesco Tomei,

Francesca Manzari e Francesco Tentarelli

Venerdì 10 maggio 2013 ore 11.30

Palazzo de’ Mayo, Sala Conferenze II piano | Largo Martiri della Libertà | Chieti


Venerdì 10 maggio alle 11.30, presso la Sala Conferenze di Palazzo de’ Mayo a Chieti, sede museale della Fondazione Carichieti, si terrà la conferenza stampa della mostra “Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento” a cura di Gaetano Curzi e Francesco Tomei, dell’Università di Chieti “G. D’Annunzio”, Francesca Manzari, dell’Università di Roma “La Sapienza”, e di Francesco Tentarelli, Soprintendente ai Beni Librari dell’Abruzzo. L’esposizione presenterà in esclusiva una selezione di oltre quaranta esemplari del patrimonio librario medievale e rinascimentale abruzzese in tutte le sue sfaccettature. Prestigiose acquisizioni e materiale recentemente ritrovato verranno portate alle luce indagando le sottili collaborazioni e i differenti scambi artistici che fanno di questa realtà un patrimonio tutto da scoprire.

Interverranno:

Francesco Sanvitale - Presidente della Fondazione Carichieti
Francesco Tentarelli - Soprintendente ai Beni Librari e Biblioteche d'Abruzzo
Alessandro Tomei - Ordinario di Storia dell'Arte Medievale dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti-Pescara


Per informazioni e accreditamento:



Culturalia di Norma Waltmann

Agenzia di comunicazione

Bologna, Vicolo Bolognetti 11

Tel. 051 6569105 fax 051 29 14955

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